Care spose, attenzione ai furbetti…

Ultimamente sto sentendo delle storie che sembrano uscite dai film dell’orrore da parte di alcune coppie che vengono nel mio studio per confermarmi la loro scelta di avermi come fotografo del loro matrimonio. Sono infatti solito chiedere alle coppie quali sono alla fine i motivi per cui scelgono di affidare proprio a me un compito così importante, ovvero documentare fotograficamente il loro grande giorno. Non lo faccio per sentirmi dire che sono bravo (sarei da ricovero immediato se così fosse) ma bensì per avere degli spunti concreti da approfondire per migliorare il mio modo di pormi verso le persone e in generale per la mia crescita personale.

Si tratta di storie “horror” perché evidentemente nel 2014, nell’era di internet e dei social media dove le opinioni si muovono a una velocità pazzesca, ancora certi “colleghi” si permettono il lusso di comportarsi in maniera poco professionale con i clienti. Ogni volta resto basito da come certi comportamenti siano ancora possibili. Ad ogni modo non dirò quali sono queste storie ma questo preambolo mi serviva più che altro per introdurre un discorso altrettanto spinoso: quello dei campionari che i fotografi mostrano alle coppie.

Il campionario non è altro che una selezione più o meno ampia del lavoro del fotografo. Serve a mostrare alla clientela il proprio stile e il proprio modo di intendere la fotografia di matrimonio, in questo caso.

Il problema è che qualche furbetto mostra fotografie non sue.

E’ una cosa su cui riflettevo perché qualche giorno fa mi è arrivato un nuovo tipo di album “campione” impaginato con le foto di un famoso fotografo. Il campione serve per mostrare e far toccare con mano al cliente il tipo di album, non le foto che ci stanno dentro. Il produttore giustamente scrive nella prima pagina che le foto sono di tal fotografo e che l’album è solo un esempio. Questo però non basta a impedire che certi personaggi spaccino le foto come roba loro. Ad esempio, basta metterci sopra un bell’adesivo e il gioco è fatto.

Qualcuno ancora più disonesto invece va a rubare le foto dai siti di altri fotografi e si fa un bel campionario personalizzato ad hoc. Qualcun altro un pò più “saggio” potrebbe comprarle regolarmente dalle agenzie di stock. E queste storie sembrano favole ma sono più frequenti di quanto si creda.

A questa gente non gliene importa nulla del vostro matrimonio e non vi daranno nessuna garanzia di risultato. L’importante per loro è spillarvi dei soldi.

Come difendersi dagli imbroglioni?

Come ben descritto nell’articolo sul sito della ANFM, che consiglio vivamente di leggere, è bene chiedere di visionare diversi lavori completi, non solo una “compilation” di foto. Se vedete che lo stile sembra diverso in ogni lavoro, allora è il caso di insospettirsi. Fate caso anche ai luoghi che vedete nelle foto, se sono troppo diversi da quelli che ci sono dalle vostre parti, chiedete dove sia il posto. Se vedete il ponte di Brooklyn, la Tour Eiffel o la ruota panoramica di Londra preparatevi a scappare a meno che non sappiate che quel fotografo lavora a livello internazionale, ma chi lavora a quei livelli non ha certo bisogno di usare queste bassezze.

Insomma, care spose, tenete gli occhi aperti se non volete poi ritrovarvi ad avere amare sorprese!

2019-01-26T17:29:55+00:00

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