Due parole sui ritratti di coppia

Quando ho iniziato ad occuparmi di fotografia di cerimonia, ho “semplicemente” applicato al matrimonio quello che ero già abituato a fare in altri ambiti: raccontare storie. La mia visione era e continua ad essere questa. Dopo un po’ di matrimoni realizzati però, il reportage puro, il racconto dell’evento in presa diretta e senza alcuna posa, ha iniziato in certi casi ad essere un abito troppo stretto. Specie quando, come a volte capita, mi trovo davanti a matrimoni molto “tranquilli” in cui non ci sono grossi “momenti”, almeno dal mio punto di vista. Come un musicista che alla lunga si stanca di suonare sempre lo stesso spartito, ho incominciato così a cercare anche qualcos’altro nei miei lavori.

Tutto è iniziato dal fatto che diverse coppie venivano nel mio studio erano un po’ spaventate dal fatto che nel mio sito dichiarassi così perentoriamente di “non fare foto in posa” temendo di non avere nemmeno una foto con i genitori o un ritratto di coppia da soli. Cosa che peraltro non ho mai rifiutato, nemmeno quando le mie idee sul matrimonio erano più “estreme” di adesso. In sostanza mi si chiedeva di condurre il matrimonio come reportage ma con qualche spunto un po’ più tradizionale.

In seguito a queste richieste ho approfondito il discorso domandandomi come poter far convivere il mio tanto amato reportage con la fotografia di ritratto, ovvero il posato per eccellenza, quindi come poter accontentare i miei sposi rimanendo comunque coerente con la mia visione del matrimonio.

Ho quindi introdotto nella mia fotografia quelli che potrei chiamare i “ritratti spontanei”. Non saprei come altrimenti definire il mio approccio al ritratto nell’ambito del matrimonio.
Ho sempre rifiutato le pose classiche, quelle ormai diventate incubo delle spose moderne: la foto sul letto, quella guardando alla finestra e così via. Roba vecchia. Vecchissima. Non vedrete quindi nulla di tutto questo nei miei ritratti. Quello che invece faremo insieme è qualcosa che piacerà alle vostre madri, alle vostre nonne e ovviamente pure a voi, perché voglio che davanti al mio obbiettivo siate a vostro agio e vi divertiate: vi stupirete del risultato. Non vi imporrò mai qualcosa che non vorrete fare. Niente stress, niente 2 ore fuori a scattare. Giuro.

E se proprio non volete nemmeno sentir parlare di ritratti, nessun problema, faremo un bel reportage puro. Ancora meglio.

2016-08-17T08:55:25+00:00

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