Da qualche anno il mondo della fotografia, o meglio delle fotocamere, è stato scosso dalle fondamenta. Prima abbiamo assistito alla scomparsa delle compatte, cannibalizzate dai sempre più evoluti smartphone con milioni di pixel, poi sono arrivate le mirrorless a cambiare definitivamente i giochi, sia per appassionati che per professionisti.
Oggi, dopo aver atteso la maturazione del sistema, anche io sto per fare il salto verso mirrorless e vorrei condividere un paio di considerazioni che forse ti potranno essere utili se stai pensando di acquistare una nuova fotocamera.
Il sistema mirrorless è indubbiamente il futuro della fotografia. Qualcuno ha detto che con questa nuova tecnologia siamo entrati davvero nell’era della fotografia digitale, perché finora le fotocamere digitali sono state solo un adattamento alle vecchie camere che funzionavano con la pellicola. E’ un opinione che mi sento di condividere. Il limite meccanico (specchio, otturatore) che hanno le reflex sta nella meccanica: credo che più lontano di così non si possa andare.
Le mirrorless, che tradotto letteralmente significa “senza specchio”, sono fotocamere che tecnologicamente si contrappongono al sistema reflex (ma non solo) basato proprio sulla presenza dello specchio che “ribalta” nel mirino l’immagine inquadrata attraverso l’obbiettivo.
Senza lo specchio, però, l’immagine non può essere vista. Questo ci porta direttamente all’altra grande differenza rispetto alla camere tradizionali: le mirrorless sono dotate di un mirino elettronico che riproduce elettronicamente l’immagine che inquadriamo con l’obbiettivo.
Mirino elettronico contro mirino ottico, quindi. Questo è anche il primo vero scoglio, enorme, da superare, per chi si vuole avvicinare al mondo mirrorless. Osservare qualcosa in tempo reale (mirino ottico) oppure qualcosa che vediamo come se fosse in tv (mirino elettronico)?
Per me la domanda è ancora irrisolta.
Fino a poco tempo fa avrei detto reflex, quindi mirino ottico tutta la vita.
I mirini elettronici delle prime mirrorless erano molto acerbi e presentavano diversi problemi, primo fra tutti quello del “ritardo”: non vedevi la scena inquadrata come se ce l’avessi davanti agli occhi, come avviene in un mirino ottico, ma leggermente in ritardo, in base alla rapidità dell’elaborazione della macchina. Negli ambiti in cui catturare un momento preciso è fondamentale, questo significava perdere l’istante decisivo, per dirla alla Henri Cartier-Bresson. Sappiamo infatti che la fotografia è questione di frazioni di secondo, e arrivare un momento dopo non è ammissibile, specie per chi fa il fotografo di professione.
Oggi, con la maturazione del sistema, la qualità del mirino elettronico in dotazione alle mirrorless è migliorata di molto, tanto che il ritardo è diventato trascurabile. Certo, la comodità e l’immediatezza del mirino ottico rimane impagabile.
Il vero problema oggi è mentale: quanto ci vuole ad abituarsi al mirino elettronico? Per me che uso reflex da 23 anni, non sarà esattamente una passeggiata. D’altra parte, anche se non è la stessa cosa, bisogna considerare che ormai siamo tutti abituati a usare un mirino elettronico. Non è forse quello che usiamo quando facciamo una foto con il cellulare?
Superato lo scoglio del mirino, oggi vedo quasi soltanto vantaggi nel passaggio a mirrorless. Ne ho individuato almeno 6, buoni. Vediamoli un po’.
1 – Una macchina più piccola e più leggera.
L’assenza dello specchio e del pentaprisma delle reflex consente peso e dimensioni minori. Questo significa che ti puoi portare la macchina in giro o in viaggio senza troppi problemi. Chiaramente, a patto di avere degli obbiettivi “tuttofare”. Va da sé che se ti porti dietro 4 lenti f/2,8, lo zaino non sarà così leggero. La qualità pesa sempre e a volte è meglio andare su qualcosa di più leggero e versatile.
2 – L’autofocus è molto migliore delle reflex.
Questo si traduce in maggiore velocità e precisione. Per darti un’idea: il sistema autofocus della mia attuale reflex ha 51 punti, tutti concentrati nell’area centrale del fotogramma. La mirrorless che devo acquistare ne ha 273 disposti su praticamente tutto il fotogramma. Il modulo AF di tutte le mirrorless moderne è dotato di un’intelligenza artificiale e riconosce l’occhio umano e pure animale. In soldoni: le attuali mirrorless mettono a fuoco praticamente da sole, lasciandoti la libertà di pensare solo alla composizione.
3 – Lo scatto è un fulmine.
Le mirrorless sono capaci di una raffica infinita, più di quanto te ne potrà mai servire. In un solo secondo possono scattare anche 20 foto… praticamente un video. Questo è possibile grazie all’assenza dello specchio, quindi meccanica in movimento, a parte l’otturatore che al momento è meccanico (ma anche elettronico, come vedremo fra poco).
4 – Gli accessori e le ottiche sono finalmente disponibili.
Il problema delle prime mirrorless era che non avevano l’infinita varietà di ottiche disponibili invece nel mondo reflex, e anche gli accessori come i flash scarseggiavano. Oggi non è più così. Un sistema come Sony, ad esempio, può vantare una disponibilità di ottiche davvero notevole, sia originali che di terze parti.
5 – La qualità d’immagine, in genere è superiore.
I nuovi sensori gestiscono meglio il rumore ad alti ISO e anche la gamma dinamica – la capacità di “vedere” tutte le sfumature di luci e ombre – è migliorata.
6 – Puoi scattare come un ninja.
Grazie alla possibilità di usare l’otturatore elettronico, le mirrorless sono capaci di lavorare nel silenzio assoluto. Nessun click, nessun rumore che possa attirare l’attenzione o disturbare il soggetto. Un assassino silenzioso. Avere una macchina discreta è sempre stato il mio sogno e finalmente sarà realtà.
Solo vantaggi, quindi? Quasi. Le batterie restano ancora il tallone d’Achille di queste macchine totalmente elettroniche, quindi più avide d’energia. Se prima con una sola batteria potevo fare un intera giornata, oggi me ne serviranno almeno 3 o 4.
Eppure, nonostante i numerosi vantaggi e i pochi punti deboli, il passaggio da reflex a mirrorless può essere complicato.
Se hai una fotocamera e una o 2 lenti, nessun problema. Vendi tutto e passa al nuovo con stessa marca o altra marca, oppure tieni quello che hai, se è compatibile.
Se hai più reflex e diversi obbiettivi, magari di valore, allora la questione si complica. Nella maggior parte dei casi è più conveniente passare al nuovo gradualmente, mantenendo la stessa marca.
A vendere tutto e cambiare brand si perdono troppi soldi. Da poco, ho venduto 2 lenti che non mi servivano più e a fronte di 1600 euro totali di spesa al momento dell’acquisto, ne ho ricavato meno di 400. Me ne sono pentito di brutto.
Se stai pensando, quindi, di cambiare brand – tipo voglio cambiare da Nikon/Canon a Sony/Fuji – metti già in conto di perdere molti soldi. Se i soldi non sono un problema, la scelta è più semplice.
Ti dico cosa farò io.
Come forse sai, uso Nikon da più di 20 anni. Non sono mai stato un fanatico del brand e più volte, ultimamente, ho pensato di cambiare marchio. Sia Nikon che Canon hanno avuto entrambe molte difficoltà nel reagire all’evoluzione tecnologica e sono state superate da Sony, che attualmente è il primo brand nel mondo mirrorless.
Ho pensato, quindi, di passare a Sony. Alla fine, però, seppur deluso dalle molte scelte di Nikon che reputo sbagliate, resterò Nikonista.
Vendere tutto e cambiare “parrocchia” sarebbe un salasso con pochi vantaggi e oltremodo traumatico. Dato che con le fotocamere ci lavoro e durante un incarico non posso permettermi tentennamenti, preferisco una transizione più morbida affiancando il nuovo sistema al vecchio continuando ad usare le mie ottiche, che sono compatibili su entrambi.
Oggi il gap tra i maggiori produttori si è livellato abbastanza. Ognuno ha i propri punti di forza e debolezza e i prodotti alla fine sono simili.
Per quanto mi riguarda, ho provato la Sony A7III e seppure la considero un’ottima macchina non vedo vantaggi così evidenti in un passaggio ad altra marca. Almeno per ora.
Spero che quest’articolo ti sia stato utile. Se vuoi condividere la tua opinione o la tua situazione, scrivimi pure!